SICUREZZA

Procedure ristrette nel nuovo Codice
28 Settembre 2016 

Come noto il nuovo Codice degli appalti pubblici, il D.lgs. 50/2016, all’art. 36 stabilisce le procedure che le stazioni appaltanti devono seguire devono seguire circa le modalità di scelta delle imprese da invitare alla singola gara.

La norma prevede che l’Autorità anticorruzione (ANAC) entro il 19 luglio 2016 emani delle linee guida per fornire alla stazioni appaltanti un supporto circa le modalità di attuazione dei metodi di scelta delle imprese da invitare. Dette linee guida sono già state elaborate dall’Anac ma non ancora pubblicate in attesa dei pareri del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari.

Il quadro delineato dall’art. 36 e dalle linee guida è sostanzialmente il seguente:

1) fino a 40.000 euro

I lavori possono essere aggiudicati mediante affidamento adeguatamente motivato. Motivazione sufficiente è che l’ente sia in possesso di due preventivi. Per l’affidamento all’eventuale impresa uscente serve una giustificazione adeguatamente motivata. Al posto del contratto è sufficiente uno scambio di lettere, anche tramite PEC, o la controfirma delle parti sul medesimo preventivo.

2) Oltre 40.000 euro e fino a 1.000.000 euro

Per importi fino a 150.000 euro la norma prevede l’obbligo di invitare almeno 5 ditte. Gli inviti devono invece essere almeno 10 per importi superiori e fino al milione di euro.

Le imprese devono essere individuate da ciascun ente sulla base di:

a) indagini di mercato
oppure
b) tramite elenchi di operatori economici

e a tal fine è opportuno che le stazioni appaltanti si dotino di un apposito Regolamento. La scelta di utilizzare la procedura negoziata oltre i 500.000 euro deve essere motivata dall’ente.

a) Indagine di mercato

L’indagine di mercato serve per conoscere l’assetto del mercato e viene svolta con modalità liberamente scelte dalla stazione appaltante, che deve pubblicizzarle.

b) Elenchi di operatori economici

Si tratta della possibilità per l’ente di definire una sorta di albo di imprese di fiducia da cui scegliere i soggetti da invitare gara per gara. L’iscrizione dell’impresa non ha limiti temporali; l’amministrazione a fronte della richiesta dell’impresa di essere inserita nell’elenco deve decidere (e darne comunicazione all’interessato) entro 30 giorni; la richiesta dell’impresa può essere fatta tramite PEC; l’elenco deve essere soggetto a revisione con cadenza prefissata, ad esempio semestralmente; possono essere escluse dall’elenco le imprese che non presentano offerte a seguito di tre inviti nel biennio; l’elenco è pubblicato sul sito web dell’Amministrazione.

3) Criteri per la scelta delle imprese da invitare

La stazione appaltante seleziona, tra le imprese individuate con indagine di mercato o dall’elenco degli operatore economici, le ditte da invitare alla singola gara, nel rispetto del criterio di rotazione, anche mediante sorteggio.
Come già detto le metodologie da utilizzare per la scelta delle imprese dovrebbero essere definite in apposito Regolamento dell’ente.

4) Indicazioni operative per le imprese


Si consiglia pertanto di inviare a tutti gli enti pubblici, con i quali si voglia operare, una lettera ove richiedere, ai sensi dell’art. 36, del D.Lgs. 18 aprile 2016, n.50, in relazione agli appalti non superiori al milione di euro:

- di essere contattati per le eventuali future indagini di mercato
e
- di venire inseriti nell’eventuale elenco di operatori economici

relativamente alle categorie di lavoro per le quali si è qualificati SOA, desumibili dalla copia dell’attestato SOA che si allega in copia.

Si raccomanda di inviare lettera per posta elettronica certificata (PEC), allegando copia del certificato SOA.
Qualora l’azienda non fosse certificata SOA, ma abbia i requisiti per partecipare a gare pubbliche fino a 150.000 euro (soprattutto lavori analoghi eseguiti nell’ultimo quinquennio per un importo pari a quello a base di gara) può inviare la lettera indicando quali sono le categorie interessate e il limite di 150.000 euro.

Alleghiamo le linee guida diffuse dall'ANAC e trasmesse alle competenti commissioni parlamentari, in attesa della loro definitiva emanazione.